Il Paesaggio archeologico dell’Asia Occidentale Antica

Studio e analisi dei sistemi di indagine remote sensing, morfologia e topografia

Andrea Titolo

Università di Torino

Introduzione ai GIS - QGIS

Introduzione ai GIS - QGIS


Useremo dati sulla posizione di forti, insediamenti e strade romane nel Regno Unito (scaricabili gratuitamente dal sito del Ancient World Mapping Center), oltre ai confini nazionali, fiumi e laghi del Regno Unito e dell’Irlanda (scaricabili gratuitamente dal sito NaturalEarthData).

  • Introduzione ai GIS/QGIS
    • Tipologie di mappe e norme cartografiche
    • Il formato geopackage
    • I sistemi di riferimento geografici
    • Creare una mappa in QGIS
    • Lavorare con formati kmz e geopackage
    • Lavorare con i CRS


Nel frattempo, aprire QGIS!

Link alle slides:

Una volta caricate dal link, le slide dovrebbero seguire la presentazione in automatico

Tipologie di mappa

Tipologie di mappa

La produzione cartografica è il processo di organizzazione degli elementi della mappa su un foglio di carta in modo che, anche senza molte parole, la persona non specializzata può capire di cosa si tratta. Le mappe sono solitamente prodotti per le presentazioni e le relazioni in cui il pubblico o il lettore è un politico, un cittadino o uno studente senza esperienza professionale in GIS. Quindi, una mappa deve essere efficace nel comunicare informazioni spaziali. (A Gentle Introduction to QGIS)

Tipologie di mappa

  • Mappe generali di riferimento
  • Mappe tematiche
  • Mappe topografiche
  • Mappe catastali
  • Mappe di distribuzione
  • Mappe di fase

Mappe generali di riferimento

  • Mostra importanti caratteristiche di un’area (solitamente fisica)
  • Include elementi naturali e antropici
  • Di solito mira a facilitare la navigazione o la localizzazione di elementi
  • Generalmente semplice
  • Stilizzata secondo le necessità del pubblico a cui è destinata

Mappe Tematiche

  • Si focalizzano su un tema o area specifiche
  • Gli elementi sulla mappa rappresentano il fenomeno che sta venendo mappato
  • Possono richiedere conoscenze specifiche per essere lette

Mappe Tematiche

Esempi

  • Distribuzione di punti
  • Cloropletiche (es. densità di popolazione)
  • Simboli proporzionali
  • Cartogrammi
  • Mappe climatiche
  • Geologiche

Mappe Topografiche

  • Simili a mappe generali di riferimento
  • Mostrano elementi naturali ed antropici
  • Differenza: mostrano l’altitudine in dettaglio
  • Isoipse (altitudine s.l.m.)
  • Enfasi sul mostrare elementi antropici (strade, città, edifici)
  • Standard ben definiti

Mappe Catastali

  • Includono accurate descrizioni della posizione di un lotto di terra e di chi lo possiede
  • Può includere la destinazione d’uso di quel lotto
  • Può includere edifici
  • In archeologia, utili per programmare ricognizioni, essendo solitamente aggiornate ed affidabili per quanto riguarda i limiti dei campi

Elementi in comune tra le mappe


  • Una mappa cerca di ordinare in modo chiaro e leggibile gli elementi del mondo reale
  • Esistono una serie di regole e linee guida che determina come sono strutturate
  • Coerenza nel linguaggio, testo, simboli ecc.
  • Altre regole cartografiche

Mappe in archeologia

  • Mappe tematiche

Mappe in archeologia

  • Mappe tematiche
  • Mappe di distribuzione

Mappe in archeologia

  • Mappe tematiche
  • Mappe di distribuzione
  • Mappe di fase

  • Archeologi ≠ Cartografi

Raccomandazioni per una buona mappatura:

  • Avere un’idea di cosa si vuole creare
  • Quali informazioni si vogliono trasmettere tramite la mappa
  • Scelta della scala
  • Considerazione sulla visibilità basata sulla scala scelta
  • Considerazione sui destinatari della mappa
  • Attinenza a regole cartografiche (scala, nord, legenda, simbologie e colori)
  • Evitare disordine e confusione visiva
  • Colori contrastanti

Il formato geopackage

Il formato geopackage



Cosa è il geopackage


“GeoPackage is an open, standards-based, platform-independent, portable, self-describing, compact format for transferring geospatial information.”

Il formato geopackage

  • È un database relazionale SQLite immagazzinato in un file con un’estensione .gpkg
  • Sviluppato dall’Open Geospatial Consortium (OGC) e rilasciato nel 2014
  • Open-source, non proprietario come lo era all’inizio lo shapefile
  • Indipendente dalla piattaforma che si utilizza
  • Compatto, molto leggero, portatile

Il formato geopackage

Vantaggi del geopackage

  • Open source
  • Molto più piccolo in dimensioni rispetto ad altri formati (shapefile o geojson)
  • Molto veloce l’utilizzo in QGIS
  • Non esiste limite di dimensioni per i file (gli shapefile possono essere max. 2GB)
  • UN SOLO FILE

Il formato geopackage

Vantaggi del geopackage

  • Non c’è limite al numero di caratteri nei nomi delle colonne e nei campi
  • Può immagazzinare dati vettoriali (anche diverse geometrie), dati raster, dati tabellari
  • Ogni layer è immagazzinato in una tabella separata all’interno del singolo file .gpkg e può essere caricato singolarmente in GIS
  • Fino alla creazione del geopackage un formato di file con queste possibilità non esisteva

Il formato geopackage

Svantaggi del geopackage

  • Formato relativamente giovane (?)
  • Il supporto ai dati raster è ancora un po’ limitato
  • (Ancora) meno utilizzato dello shapefile
  • Aggiunge campi al layer automaticamente per facilitare l’indicizzazione (non uno svantaggio, ma attenzione)

I sistemi di riferimento delle coordinate

I sistemi di riferimento delle coordinate

  • “La parte del GIS che non piace a nessuno” (ma necessaria)
  • I sistemi di riferimento nascono da una serie di necessità:
    • Rappresentare la forma della terra
    • Rappresentare la superficie terrestre
    • Individuare un punto sulla superficie terrestre
    • Trasformare la superficie tri-dimensionale in una forma bi-dimensionale, ovvero le mappe cartacee o digitali

I sistemi di riferimento delle coordinate

  • Il sistema di riferimento di coordinate (Coordinate Reference System o CRS) definisce il modo in cui la mappa bidimensionale proiettata nel GIS si riferisce ai luoghi reali sulla terra
  • Moltissimi (infiniti?) sistemi di riferimento
  • La scelta del CRS dipende dall’estensione dell’area in cui si lavora, dalle analisi da eseguire e dalla disponibilità dei dati
  • Tema molto complesso anche per geografi, topografi e cartografi

Geoidi, Ellissoidi e Datum

  • Necessità di rappresentare la superficie e la forma della terra
  • Se la terra fosse una sfera precisa ed uniforme, non ci sarebbero problemi
  • Tuttavia, la terra è caratterizzata da irregolarità e depressioni, e non può essere rappresentata tramite un solido semplice
    • Topografi e cartografi hanno quindi utilizzato il geoide per rappresentare la superficie terrestre (tuttavia è difficile farci analisi matematiche sopra)

Geoidi, Ellissoidi e Datum

  • Inoltre, il discorso si complica a causa del fatto che la terra è leggermente schiacciata ai poli, necessitando quindi di un’approssimazione (o modello) per essere rappresentata
    • In topografia, geodesia e cartografia, la forma corretta sarebbe un ellissoide (o sferoide), una forma geometrica utile per approssimare la forma terrestre se non fossero presenti gli elementi topografici
    • Ne sono stati creati molti, per migliorare l’accuratezza a scala locale
    • Questo perché essendo un’approssimazione, ci saranno punti in cui l’ellissoide combacia con il geoide, ma altri punti in cui non combacia per nulla → si crea quindi un altro ellissoide che combaci meglio in quell’area


Geoidi, Ellissoidi e Datum

  • Grazie all’ellissoide si ha quindi una superficie su cui effettuare operazioni di misurazione tra punti (e quindi calcolare le coordinate geografiche)
  • Il geoide invece fornisce elementi di riferimento per creare ellissoidi più “precisi”
  • Quando geoide ed ellissoide vengono combinati attraverso complesse operazioni matematiche, ad esempio per effettuare operazioni in una località precisa, viene creato un datum

Geoidi, Ellissoidi e Datum

  • In termini “matematici”, il datum definisce l’origine e l’orientamento degli assi dell’ellissoide (quindi la sua posizione), “ancorando” le coordinate alla superficie terrestre
  • Il datum è basato su un ellissoide specifico (ellissoide di riferimento)
  • Molto importante, ogni mappa e ogni dataset spaziale possiede un datum
  • Esistono molteplici datum per diverse località del globo
  • Raramente serve preoccuparsene in lavori quotidiani

Geoidi, Ellissoidi e Datum

  • Datum globale o geocentrico
    • Adeguati all’uso globale (a partire dall’utilizzo maggiore di mappatura satellitare)
    • Utilizza un ellissoide generico: il centro dell’ellissoide corrisponde con il centro della terra
    • Più utilizzato oggi: WGS84 (Google Maps, OpenStreetMap, Smartphones, GPS)

Geoidi, Ellissoidi e Datum

  • Datum regionale
    • L’ellissoide viene “avvicinato” alla superficie della terra in una specifica area ed orientato di conseguenza
    • Creato al fine di migliorare l’accuratezza della restituzione cartografica
    • Ogni nazione generalmente “sceglie” un proprio datum (ad es. NAD27/ NAD83 per gli Stati Uniti, Roma40 per l’Italia, ED50 per l’Europa)

Il datum utilizzato da una nazione cambia nel tempo (la terra non è immutabile)


I sistemi di riferimento (SR)/ Sistemi di coordinate

  • Una volta scelto il datum da utilizzare, si deve scegliere uno standard per descrivere le posizioni sulla terra, mappare, misurare
  • Per fare questo, si deve individuare univocamente la posizione di uno o più punti sulla superficie terrestre da utilizzare come riferimento per le misurazioni
  • Si risponde quindi alla necessità di individuare un punto sulla superficie terrestre
  • Lo si fa attraverso un sistema di coordinate, tramite cui ogni specifica posizione è espressa attraverso una coppia di coordinate

I sistemi di riferimento (SR)/ Sistemi di coordinate

Esistono due principali sistemi di coordinate (ovvero modi di localizzare un punto sulla superficie terrestre) che si utilizzano quando si lavora in GIS:

  • Sistemi di coordinate geografiche (GCS)
  • Sistemi di coordinate proiettate (PCS)

I sistemi di coordinate geografiche

  • Le coordinate geografiche sono anche definite ellissoidiche
  • Rappresentano il mondo in tre dimensioni, misurate tramite:
    • Una coppia di coordinate
      • Latitudine = L’angolo compreso tra il parallelo passante per un punto sulla superficie e l’Equatore (0-90° nord/sud)
      • Longitudine = L’angolo che si forma tra il meridiano passante per un punto ed il meridiano di Greenwich (0-180° est/ovest)
    • E un’ulteriore misurazione necessaria, dato che la terra non è un ellissoide uniforme
      • Quota = sul livello del mare (s.l.m.) anche detta quota ellissoidica
  • La misura delle distanze è effettuata in gradi (per accuratezza maggiore si usano anche minuti ‘ e secondi “, o i gradi decimali)
  • Il sistema di coordinate geografico più comune è WGS 84 (non il datum, ma stesso nome). Letto come “latitudine e longitudine sull’ellissoide di riferimento WGS 84”

I sistemi di coordinate proiettate

  • Necessità di trasformare la superficie tridimensionale della terra in una superficie bi-dimensionale
  • Il processo tramite cui questo avviene è definito proiezione. È impossibile eseguire una proiezione senza accettare compromessi, distorsioni, errori
  • I sistemi di riferimento così generati vengono detti anche sistemi di riferimento proiettati
  • Di norma, in operazioni GIS che non siano di semplice visualizzazione, si usano sistemi di riferimento proiettati
  • Questo perché si basano su misure lineari (metri, piedi, miglia, ecc.) in un piano cartesiano


I sistemi di coordinate proiettate

  • Tutti i sistemi di riferimento geografici sono stati riproiettati (il numero dei sistemi di riferimento quindi aumenta ancora)
  • Esistono molte tipologie di proiezioni differenti, ovvero il modo in cui la terra è trasformata in una superficie piana (alcuni esempi opzionali alla fine della presentazione)


I sistemi di coordinate proiettate

  • La più famosa e forse la più utilizzata è la proiezione di Mercatore
    • U.T.M. (Universal Trasverse of Mercatore)
  • È una proiezione cilindrica conforme (comunemente utilizzate per navigazione o meteorologia o per piccole porzioni della terra)
  • Rende le geometrie più grandi (distorte) man mano che ci si allontana dall’equatore (una prova a questo link)
  • Da non confondere con la proiezione Web Mercator, utilizzata da Google Maps, OpenStreet Map, Bing Maps, che è una versione semplificata non conforme (le distanze tra le due possono variare anche di 40km!)


La proiezione di Mercatore

  • Nel sistema UTM:
  • La superficie della terra è divisa in 60 zone (o fusi) di 6 gradi di larghezza parallele al meridiano di Greenwich, per aumentare l’accuratezza di aree più piccole quando non si mappa l’intero globo.

La proiezione di Mercatore

  • Nel sistema UTM:
  • Le coordinate si esprimono in metri e sono definite come:
    • Northing (N, 7 cifre) = Distanza in metri dall’equatore, se a sud dell’equatore + 10.000.000 (per evitare valori negativi)
    • Easting (E, 6 cifre) = Distanza in metri dal meridiano centrale + 50.000 (per evitare valori negativi)
      • Ad esempio: Roma è posizionata alle coordinate UTM (Zona 33N) N 4640561; E 291986
  • Lo stesso punto, se proiettato in sistemi di riferimento diversi, non avrà le stesse coordinate e apparirà quindi in due punti diversi della mappa

Per riassumere

  • La superficie della Terra è approssimata da una figura geometrica matematicamente molto complessa, il geoide, che a sua volta è approssimato da una figura più semplice, il datum (o ellissoide di riferimento) → Ne esiste più di uno, molto comune è il datum WGS84
  • Un Sistema di Riferimento di Coordinate (CRS) definisce, tramite coordinate, come una mappa bidimensionale è in relazione con la localizzazione reale sulla superficie terrestre.
  • Sistemi di coordinate geografiche (GCS)
    • Un punto della superficie terrestre è identificato da due coordinate angolari (latitudine e longitudine) che ne danno la sua posizione sull’ellissoide
  • Sistemi di coordinate proiettate (o cartografiche) (PCS)
    • I punti della superficie terrestre sono sottoposti ad algoritmi di riproiezione che convertono latitudine e longitudine in una coppia di coordinate cartesiane con unità di misura metrica, X e Y (nella proiezione UTM si trovano anche indicati come Northing ed Easting).
  • In GIS, basta conoscere il codice EPSG/ESRI! → Codice univoco per catalogare i sistemi di riferimento e tutti i parametri (WGS 84: 4326, Web Mercator: 3857 ecc..)

Problematiche legate ai sistemi di riferimento in GIS

  • Scegliere un sistema di coordinate non adatto può portare a distorsioni nella mappa visualizzata (specialmente su scala regionale)
  • Layer con CRS diversi possono non essere visualizzati correttamente in GIS (disallineati, non visualizzati, visualizzati in parti differenti della mappa)
  • Alcuni algoritmi di qgis si aspettano di ricevere input in sistemi di riferimento proiettati (perché lavorano con misure metriche), fornirgli dati in coordinate geografiche può risultare in errori e risultati inaccurati o semplicemente non funzionare


Tuttavia…

…esistono delle soluzioni

  • Esiste la riproiezione al volo e ci sono altri strumenti per riproiettare i layer
  • La riproiezione al volo semplicemente permette di visualizzare correttamente anche layer con crs diversi, ed è attiva di default in QGIS dalla versione 3.0 (un bene?)
  • Raramente dovrete preoccuparvi del corretto datum da utilizzare
    • Di solito l’utilizzo è regolato da enti, istituzioni e convenzioni
    • In GIS poi, cambiare sistema di riferimento è semplice (bastano pochi click)

…esistono delle soluzioni

Raccomandazioni generali quando si lavora in GIS

  • Controllare sempre il sistema di riferimento dei dati che si utilizzano
  • MAI cambiare CRS del progetto a lavoro iniziato
  • Se avete dati con CRS diversi, riproiettare tutto allo stesso CRS (possibilmente proiettato).
    • Quando si condivide qualcosa, riportate il CRS utilizzato nella vostra mappa
  • Utilizzare WGS84 per le visualizzazioni e per un primo approccio al GIS

In generale, salvo specifiche esterne (istituzioni, convenzioni ecc.) e particolare necessità di accuratezza, in Asia Occidentale utilizzerete:

  • Datum: WGS84
  • Proiezione: UTM
  • Zona: a seconda di dove lavorate
    • Ad esempio, in Iraq: WGS 84/UTM Zone 38N (EPSG: 32638)
  • Utilizzate i codici EPSG per una ricerca veloce quando dovete cambiare il CRS
    • QGIS vi mostra la zona coperta dal CRS scelto
  • Se vi trovate in un’area a metà tra due zone UTM: scegliere la zona più prossima, o dove cadono la maggior parte dei punti

Apriamo QGIS!

  • (Windows) Doppio click sull’icona sul desktop
  • (Mac) Lanciare l’applicazione
  • Oppure lanciare il programma dall’eseguibile
    • In windows: C:\OSGeo4W\bin\qgis-ltr-bin.exe o C:\Programmi\QGIS-3.22\bin\qgis-ltr-bin.exe
    • In macOS: Applicazioni/QGIS-LTR.app

Dal pannello Progetti Recenti:

  • Doppio click sul progetto che abbiamo salvato l’altra volta
  • Nel mio caso IntroQgis

Stampare una mappa

Ritorniamo al nostro progetto. Avendo caricato abbastanza layer, vogliamo adesso stampare una mappa. Se abbiamo ancora il layer “world map” attivo, disattiviamolo (cliccando sulla casella di spunta a sinistra del nome del layer), e ritorniamo ad inquadrare i nostri confini cliccando con il tasto destro sul layer “confini_moderni” e selezionando “Zoom sui layer”.

Stampare una mappa

QGIS ha due modi principali per creare una mappa: dall’interfaccia principale (tramite Progetto -> Importa/Esporta -> Esporta Mappa come Immagine, e dal layout di stampa. Il primo metodo è più semplice ma richiede di aggiungere una serie di elementi (nord, scala, titolo) tramite le cosiddette decorazioni. Inoltre permette meno personalizzazione, quindi per ora lo lasceremo stare (nel caso vogliate approfondire vi lascio il link alla relativa documentazione).

Stampare una mappa

Oggi invece lavoreremo tramite il Layout di Stampa. Per cominciare, clicchiamo su “Nuovo Layout di Stampa” il pulsante che troviamo in alto a sinistra nella barra degli strumenti, accanto al tasto per salvare.

Tutta la documentazione ufficiale (compresi i singoli passaggi) sul layout di stampa la trovate a questo link

Stampare una mappa

Nella nuova finestra che si aprirà (Crea Layout di stampa), diamo un nome al nostro layout, che poi sarà anche il nome della nostra mappa. Cercate di dare nomi significativi e soprattutto facili da ricordare (ad es. forti e insediamenti romani), se ritornate a lavorare sul progetto mesi o anni dopo, potrà essere difficile ricordarsi quale fosse la mappa che avevate creato. Se non inseriamo un titolo, QGIS assegnerà un nome in automatico (Layout 1, Layout 2, ecc.)

Stampare una mappa

Si è aperta adesso un nuova finestra, questo è il layout di stampa di QGIS. Nella parte centrale avete il foglio in cui apparirà la nostra mappa. Sulla sinistra abbiamo una serie di icone tra cui possiamo aggiungere elementi alla nostra mappa, che poi appariranno anche sotto forma di lista nel pannello a destra. In alto invece abbiamo una serie di strumenti per gestire gli elementi della mappa ed esportare poi la mappa stessa.

Stampare una mappa

Aggiungiamo ora la nostra mappa, clicchiamo su “Aggiungi Oggetto” nel menu in alto e poi su “Aggiungi Mappa”. Più rapidamente, possiamo cliccare sul pulsante a forma di foglio ripiegato verso destra. Vedete che il cursore è cambiato in una croce, per creare la nostra mappa dobbiamo cliccare e trascinare sul foglio bianco.

Stampare una mappa

Possiamo creare la mappa di qualsiasi dimensione vogliamo, tuttavia per questa volta possiamo utilizzare l’intero foglio a nostra disposizione. Partiamo da un angolo del foglio e trasciniamo fino all’angolo opposto, fino a che il rettangolo rosso che vediamo non si “aggancia” all’altro angolo.

Stampare una mappa

Vedrete che si è riprodotto a schermo quello che vedevamo nella mappa principale. Possiamo trascinare la mappa in giro o ridimensionarla a nostro piacimento. Può succedere, soprattutto quando si imposta il foglio in verticale, che la mappa appaia “piccola”. Per ingrandire la nostra visuale, possiamo zoomare all’interno del layout di stampa, senza necessità di tornare alla mappa principale. Per farlo clicchiamo su “Modifica” -> “Sposta Contenuto” (o dal corrispettivo tasto a sinistra). Possiamo adesso zoomare con la rotella del mouse e zoomare più gradualmente tenendo premuto Ctrl (o Cmd su Mac).

Stampare una mappa

Notate come lo zoom modifica anche la scala nel menu a destra. Se avessimo voluto infatti, avremmo potuto cambiare la scala (e quindi lo zoom) anche direttamente dal box “scala” a destra.

Stampare una mappa

Una volta soddisfatti dello zoom (fate in modo che tutti i nostri layer si vedano ma lasciate spazio anche per legenda, scala e nord), possiamo passare ad aggiungere altri elementi della mappa. Solitamente, una mappa possiede una barra di scala, un nord, ed eventualmente una legenda (se ci sono più simboli) e un titolo. Cominciamo ad aggiungere la barra di scala. Per farlo clicchiamo su “Aggiungi oggetto” -> “Barra di scala” o sul pulsante corrispondente a sinistra.

Stampare una mappa

Il nostro cursore è nuovamente diventato una croce, possiamo quindi cliccare e trascinare per dare una dimensione di massima alla nostra barra di scala (QGIS poi la riadatterà a seconda della scala a cui è rappresentata la mappa). Clicchiamo e trasciniamo per aggiungere una scala in basso a sinistra.

Stampare una mappa

La nostra barra di scala verrà aggiunta sotto forma di un rettangolo bianco e nero. Ci sono molti modi per modificare la barra di scala e personalizzarla, cambiare colore, aggiungere tacche, cambiare aspetto generale, ecc. Ad esempio, se lavoriamo a scale grandi (ovvero in aree piccole), potremo aver bisogno di rappresentare la scala in metri piuttosto che Chilometri. Tuttavia, per oggi la lasceremo di default.

Stampare una mappa

Passiamo adesso ad aggiungere una freccia del nord, elemento essenziale per l’orientazione della mappa e per far orientare chi leggerà la nostra mappa. Di default, QGIS orienta tutto verso il nord, quindi non ci si può sbagliare, tuttavia, il nord è comunque necessario nelle mappe. Per farlo, clicchiamo su “Aggiungi oggetto” -> “Aggiungi Freccia Nord”, oppure dal corrispettivo pulsante a sinistra.

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Come per gli altri oggetti, clicchiamo e trasciniamo il mouse per creare il nostro Nord. Come per la scala, la grandezza dell’immagine cambia a seconda di quanto grande facciamo il riquadro rosso.

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Dal pannello “Proprietà dell’oggetto” sotto “Gruppi SVG” possiamo selezionare la cartella “arrows” e personalizzare il nostro nord come vogliamo.

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Aggiungiamo ora un’ulteriore elemento: la legenda. Per farlo, “Aggiungi oggetto” -> “Aggiungi Legenda” o clicchiamo sul pulsante apposito nella barra a sinistra. Come per gli altri oggetti, clicchiamo e trasciniamo per inserire la nostra legenda, magari nella parte a destra, meno occupata da altri elementi della mappa.

Stampare una mappa

Come per gli altri oggetti, clicchiamo e trasciniamo per inserire la nostra legenda, magari nella parte a destra, meno occupata da altri elementi della mappa.

Stampare una mappa

La legenda creata da QGIS probabilmente verrà fuori leggermente più grande di quella che avete tracciato. Questo perché QGIS inserisce tutti i vostri layer nella legenda, compresi anche quelli che non sono visibili nella mappa. Per risolvere, nel menu proprietà dell’oggetto, sotto “Oggetti Legenda” scorrete un po’ e spuntate l’opzione “Aggiorna automaticamente” e inserite la spunta su “Mostra solamente oggetti all’interno della mappa collegata”.

Stampare una mappa

Eliminate poi manualmente gli elementi non presenti dalla mappa anche nella lista a destra (non è necessario, ma può aiutarvi a fare meno confusione). Per farlo, semplicemente selezionate l’elemento dalla lista e cliccate sul simbolo del meno rosso, subito sotto la lista.

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Per finire, rinominiamo gli elementi della legenda in modo che siano dei nomi veri e propri e non il nome del nostro layer. Per farlo, facciamo doppio click sul testo che vogliamo cambiare.

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Cambiamo quindi il testo nel nuovo pannello Etichetta che si apre.

Stampare una mappa

Cambiamo anche il resto dei layer per ottenere una legenda omogenea.

Stampare una mappa

Visto che il nostro sfondo è bianco, per far in modo che la legenda sia ben visibile, ci possiamo aggiungere una cornice. Per farlo, sempre nel menu “Proprietà dell’oggetto”, scorriamo verso il basso e aggiungiamo la spunta a “Cornice”. Questo farà apparire automaticamente il sottomenu di personalizzazione della cornice, che però per il momento possiamo anche ignorare. A questo link trovate tutta la documentazione relativa alla legenda per esplorare altri elementi di personalizzazione.

Stampare una mappa

Aggiungiamo anche un titolo alla nostra legenda tramite il campo “Title” in cima nel pannello delle proprietà

Ora, non ci resta che esportare la nostra mappa!

Stampare una mappa

Per salvare la nostra mappa, clicchiamo su “Layout” -> “Esporta come immagine” (Notate anche le altre modalità di esportazione, PDF e SVG), alternativamente, clicchiamo sul corrispettivo pulsante nella barra dei menu in alto. Nella finestra che si apre, selezioniamo la dove vogliamo salvare il nostro file e clicchiamo su “Salva”.

Stampare una mappa

Si aprirà un’altra finestra, dove possiamo scegliere la destinazione della nostra mappa. Per il momento salviamola nella stessa cartella del nostro progetto e poi clicchiamo su “Salva”

Stampare una mappa

Si aprirà un’altra finestra, dove possiamo scegliere dpi e dimensioni della nostra immagine. Potete lasciare tutte le impostazioni di default (300 dpi è una risoluzione ottimale per non perdere qualità delle immagini, se volete salvare spazio potete anche ridurre a 150 dpi), e clicchiamo su “Salva”

Stampare una mappa

Una volta completata l’operazione, apparirà una scritta su sfondo verde che ci informerà che l’esportazione è avvenuta con successo.

Caricare altri dati - KMZ

Caricare altri dati - KMZ

Vediamo adesso come caricare altre tipologie di dati. Può infatti succedere che non tutti i dati di cui abbiamo bisogno siano disponibili in shapefile. Abbiamo già visto come caricare un csv, adesso vediamo come caricare un KMZ ( i file che abbiamo usato per Google Earth). Il processo è molto simile a quello per caricare vettori. Per cominciare, chiudiamo il nostro layout di stampa e clicchiamo su “Apri Gestore Sorgente Dati”.

Caricare altri dati - KMZ

Clicchiamo su Vettore e poi sui tre puntini per selezionare il nostro file. Dalla cartella del nostro dataset, selezioniamo il file “ne_fiumi_uk_ir” e poi selezioniamo su apri. Come vedete infatti QGIS tratta i kmz come veri e propri vettori.

Caricare altri dati - KMZ

Selezioniamo “Aggiungi” si aprirà un nuovo menu che ci chiederà quale elemento vogliamo aggiungere. Ricordatevi infatti che i kmz possono contenere più di una geometria, quindi quello che QGIS ci chiede è di scegliere quale delle geometrie presenti caricare. Visto che il nostro file contiene solo linee, selezioniamo l’oggetto con descrizione LineString, deselezioniamo Aggiungi layer ad un gruppo e poi clicchiamo su “Aggiungi Layer”

Caricare altri dati - KMZ

Il layer sarà aggiunto sulla nostra mappa e nel pannello dei layer a sinistra. Il simbolo nella lista dei layer sarà diverso dalle altre linee, permettendoci di vedere che questo non è uno shapefile. Purtroppo le possibilità di modifica e lavoro su layer che non siano shapefile o geopackage è un po’ limitata in GIS, per questo conviene sempre esportare i layer e trasformarli in shapefile. Chiudiamo intanto il nostro gestore delle sorgenti cliccando su “Chiudi”.

Caricare altri dati - KMZ

Per cambiare formato ad un layer, il modo più semplice è esportarlo (salvarlo) in un altro formato. Per farlo, clicchiamo con il tasto destro sul layer “ne_fiumi_uk_ir”, muoviamo il mouse su “Esporta” e clicchiamo su “Salva elementi come..”

KMZ - Esportare in shapefile

Nella nuova finestra che si apre ci sono molte opzioni, quindi cominciamo a cambiarne qualcuna. In cima, su “Formato” clicchiamo sul menu a tendina e selezioniamo “ESRI Shapefile” dalla lista. Clicchiamo sui tre puntini e decidiamo dove salvare il file. Salviamolo nella stessa cartella del dataset, nella sottocartella shp e chiamiamolo come il file di origine “ne_fiumi_uk_ir”, quindi clicchiamo su “Salva”.

KMZ - Esportare in shapefile

Il box “Nome file” si sarà popolato con le nostre impostazioni. Potremo anche lasciare tutto com’è e salvare, tuttavia i file kmz/kml hanno alcuni campi della tabella attributi che non sono veramente utili quando si lavora in GIS, e qui possiamo decidere di non esportarli assieme al resto dei file. All’interno del menu “Seleziona i campi da esportare e le loro opzioni di esportazione”, togliamo la spunta ai seguenti campi: description, timestamp, begin, end, altitudeMode, tasselate, extrude, visibility, drawOrder, icon.

Lasciamo tutto il resto com’è e clicchiamo su “OK”. Assicuratevi di aver selezionato “Aggiungi il file salvato alla mappa” altrimenti dovrete ricaricarvelo manualmente.

KMZ - Esportare in shapefile

Come vedete il file è stato salvato e caricato correttamente e ora appare nella lista dei layer. Possiamo eliminare il layer originario in kmz (non ci serve più) cliccando con il tasto destro e poi su “Rimuovi Layer” o dal corrispettivo simbolo, e poi selezionando OK nella finestra che si apre.

Caricare altri dati - Geopackage

Caricare altri dati - Geopackage

Da ora in poi, lavoreremo principalmente su una tipologia di file, il geopackage (.gpkg). Il geopackage è un formato particolare, essendo infatti un database, può contenere più geometrie. Ha poi moltissimi vantaggi sullo shapefile che lo rendono molto conveniente da usare. Le geometrie all’interno di un geopackage sono salvate come layers. Per caricare quindi i layers del nostro geopackage, clicchiamo ancora una volta sul Gestore delle Sorgenti Dati, e nel menu a sinistra selezioniamo GeoPackage.

Caricare altri dati - Geopackage

Vedrete che il modo di caricare un geopackage è un po’ diverso rispetto ad un vettore. Essendo un database, QGIS deve connettersi al database (il nostro file .gpkg) per accedere e poter “vedere” e caricare le geometrie contenute all’interno del geopackage (i singoli layer). La connessione altro non è che un modo di dire a QGIS dove si trova il nostro file geopackage.

Per creare questa connessione, clicchiamo su “Nuovo” e nella nostra cartella del dataset, nella sottocartella gpkg, selezioniamo “uk_database”, e clicchiamo su “Apri”

Caricare altri dati - Geopackage

Clicchiamo su Connetti. Vedrete adesso che il pannello “Tabella” in basso si è riempito e oltre a fornire il percorso del nostro file, ci fa vedere anche quali layer sono presenti al suo interno. Possiamo caricare un layer alla volta o tutti i layer insieme. Per farlo selezioniamoli (ctrl/cmd per selezionarli entrambi) e clicchiamo su “Aggiungi”. Aggiungiamo ne_laghi_uk_ir e pplaces e ignoriamo il resto per ora.

I layer appariranno correttamente sulla mappa e nella lista dei layer a sinistra. Possiamo quindi chiudere il Gestore sorgente dati cliccando su “Chiudi”.

Lavorare con i CRS

Lavorare con i CRS

Prima di continuare a lavorare, intanto togliamo la visibilità ai layer forti romani e insediameti romani (cliccando sulla casella spuntata) e soffermiamoci un attimo su questi due nuovi layer caricati. Al di là dell’essere stati caricati da un geopackage, apriamo il pannello delle proprietà per ispezionarli un attimo. Ad esempio, apriamo il pannello delle proprietà (click destro sul layer e poi “Proprietà”, oppure doppio-click sul layer).

Nel pannello delle proprietà selezionate poi “Informazioni”

Lavorare con i CRS

Il pannello informazioni ci fornisce tutta una serie di dati (noti come metadati) riguardo al nostro layer: dalla sua posizione, al numero di geometrie al suo interno, e così via. Soffermiamoci però un attimo sui dati sotto la dicitura “Sistema di riferimento (SR)”. Potete infatti vedere che il sistema di riferimento è EPSG:32630 - WGS 84 / UTM zone 30N, sotto il cui nome trovate tutta un’altra serie di informazioni relative a questo sistema di riferimento. Se ci fate caso, il codice EPSG è diverso da quello del nostro progetto (indicato in basso a destra nell’interfaccia principale di QGIS), quest’ultimo è infatti EPSG: 4326.

Se andassimo a vedere anche il layer dei fiumi appena salvato in shapefile (basta passare il mouse sul layer), vedremo che anche questo ha un codice EPSG: 4326. I due layer, in base a quanto detto prima, non dovrebbero teoricamente essere sovrapponibili. QGIS riesce a farceli vedere nella posizione “corretta” grazie alla cosiddetta “Riproiezione al volo”. Tuttavia, è sempre meglio lavorare con i layer proiettati tutti nello stesso CRS.

Lavorare con i CRS

Come detto, è sempre meglio lavorare con i layer proiettati tutti nello stesso CRS. In generale, se si lavora su aree piccole, è meglio scegliere un sistema di riferimento proiettato, esattamente come quello utilizzato dai layer caricati tramite il geopackage. Tuttavia, è anche necessario che il nostro progetto utilizzi lo stesso sistema di riferimento (bisogna quindi cambiare quel EPSG: 4326 in basso a destra). Per farlo, chiudiamo intanto il pannello delle proprietà e clicchiamo proprio su EPSG: 4326 in basso a destra.

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Si aprirà un pannello delle proprietà del progetto con una serie di informazioni relativi ai sistemi di riferimento. Dobbiamo selezionare il CRS che vogliamo dalla lista sotto “Sistema di riferimento delle coordinate predefinito”. La lista è veramente lunghissima, quindi per facilitarci possiamo usare il filtro in alto per cercare il crs di cui abbiamo bisogno. In questo caso, scriviamo il codice EPSG, che ricordiamo, identifica univocamente un sistema di riferimento, così non avremo ambiguità.

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Scriviamo quindi 32630 ( se non ce lo ricordiamo possiamo andare a vedere le proprietà del layer visto in precedenza). Vedrete che adesso sarà disponibile un solo crs da selezionare. Se ci clicchiamo sopra, potete vedere che le informazioni nella parte bassa del pannello sono cambiate. A sinistra si sono aggiornate e ci forniscono informazioni sul CRS (come lo facevano le proprietà del layer, ma qui più nel dettaglio). QGIS ci fornisce inoltre un’anteprima della zona coperta dal nostro CRS. Il sistema UTM è infatti diviso in zone, ed è necessario utilizzare la zona che copre la propria area di studio per una corretta visualizzazione, ma soprattutto per evitare errori nel caso si eseguano analisi spaziali.

Nella mappa in basso a destra, a croce e il riquadro blu evidenziano la nostra attuale visualizzazione della mappa e il suo centro, non ha nulla a che fare con il crs. Potete ingrandire la visuale per controllare che effettivamente la nostra area sia coperta da quel crs. Se la nostra area si estende anche oltre quell’area, non preoccupatevi, utilizzate il crs in cui rientra la maggior parte della vostra area di studio. IMPORTANTE: evitate di modificare il CRS del progetto in fasi avanzate, cercate di impostarlo una volta e mantenere quello.

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Clicchiamo su Ok e vedrete la vostra mappa modificarsi. I layer infatti sono stati riproiettati seguendo la il crs scelto e la sua proiezione (UTM). Se però andiamo a vedere il layer dei fiumi caricato in precedenza, vediamo che è ancora in WGS 84, EPSG: 4326 Questo perchè abbiamo cambiato solo il CRS del progetto, e non del layer. Ancora una volta, la riproiezione al volo di QGIS ci permette comunque di allineare tutti i layer nello stesso posto. Ora però cambiamo CRS anche ai layer. Come per il formato, il modo più semplice (e sicuro) per farlo è salvare i layer nel nuovo CRS. Approfittiamo e impariamo anche a salvarli nel nostro geopackage, così da evitare di avere tutti quei file associati allo shapefile riprodotti una seconda volta.

Cominciamo proprio dai fiumi: clicchiamo con il tasto destro sul layer -> “Esporta” -> “Esporta elementi come..”

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Nel pannello di salvataggio, sotto formato selezioniamo Geopackage. Clicchiamo sui tre puntini a destra di “Nome file”, e selezioniamo il nostro file geopackage (nel caso vi chiedesse di sostituirlo, cliccate su sostituisci, in realtà non lo faremo).

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Il campo nome layer verrà riempito automaticamente, tuttavia prende il nome del nostro file, mentre invece conviene modificarlo e nominarlo come il nostro layer che stiamo salvando, altrimenti non sapremo cosa caricare dopo. Scriviamo quindi ne_fiumi_uk_ir. Qui la parte importante, cambiamo il valore di SR e selezioniamo SR Progetto: ESPG 32630. Spuntiamo fid, e poi possiamo lasciare tutto il resto dei dati come sono e cliccare quindi su OK.

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Il layer sarà caricato nel nostro progetto (se abbiamo lasciato la spunta su “Aggiungi il file salvato alla mappa”). A volte qgis inserisce il nome del geopackage prima del layer, potete rinominare il layer e toglierlo, o ricaricare il layer.

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Ora rifacciamo lo stesso processo anche per i layer dei confini moderni e delle strade romane, lasciando perdere per il momento i forti e gli insediamenti romani.

Lavorare con i CRS

È ora di fare un po’ di pulizia nel nostro progetto. Togliamo i layer che non ci servono più, ovvero gli shapefile. Per controllare velocemente quale sia l’origine del nostro layer (il file che abbiamo caricato), possiamo passare il mouse sopra il layer e un popup ci dirà il percorso d’origine, se questo termina con .shp, possiamo eliminarlo. Lasciamo solamente il layer confini moderni e quello delle strade romane.